Norma CEI 64-8 e domotica
Classificazione degli impianti elettrici

By at 4 marzo, 2011, 10:08 am

La nuova variante alla norma CEI 64-8 adotta una classificazione degli impianti elettrici per unità immobiliari a uso residenziale in tre livelli. Il livello più alto introduce la domotica, che va anche a beneficio del risparmio energetico all’interno dell’abitazione.

Per PROSIEL – Associazione per la promozione della sicurezza elettrica, la classificazione degli impianti elettrici in tre livelli negli ambienti residenziali è un’evoluzione culturale che modifica  il concetto di  impianto elettrico, ampliando la portata degli obiettivi classici della protezione e dell’affidabilità. L’Associazione accoglie con favore la pubblicazione della nuova variante alla norma CEI 64-8 che adotta una classificazione degli impianti elettrici in tre livelli, con regole da applicarsi agli impianti di unità immobiliari a uso residenziale. Il livello più alto introduce la domotica che va anche a beneficio del risparmio energetico all’interno dell’abitazione.

Questa classificazione descrive ciò che gli utenti potranno scegliere nel momento in cui, rivolgendosi a un installatore di impianti elettrici, decidano di installare un nuovo impianto oppure di rinnovarlo. Si tratta di una variante alla norma CEI 64-8 – ALLEGATO A – Ambienti residenziali: prestazioni dell’impianto. L’allegato A è un’aggiunta Normativa alla Norma e quindi sarà necessario applicarlo per rilasciare la Dichiarazione di Conformità secondo la Norma Impianti CEI 64-8

L’utente finale potrà d’ora in poi chiedere all’installatore che la realizzazione dell’impianto elettrico sia di livello 1, 2 o 3, dove il livello 1 individua la configurazione minima che dovrà  avere un impianto perché possa essere considerato a norma. I livelli superiori 2 e 3 aumentano le prestazioni dell’impianto e quindi la sua fruibilità che si adegua alle necessità degli utenti e alla morfologia dell’habitat.

Per entrare nel dettaglio, l’impianto minimo (livello 1) prevede:

– un numero minimo di punti-prese e punti-luce in funzione della metratura o della tipologia di ogni locale dell’appartamento;
– un numero minimo di circuiti in funzione della metratura dell’appartamento;
– almeno 2 interruttori differenziali al fine di garantire una sufficiente continuità di servizio

Il livello 2, rispetto al livello 1, prevede un aumento della dotazione e dei componenti, oltre che alcuni servizi ausiliari  quali il videocitofono, l’anti-intrusione e il controllo carichi.

Il livello 3, oltre a un ulteriore aumento delle dotazioni, introduce la domotica che va anche a beneficio del risparmio energetico all’interno dell’abitazione. L’impianto, per essere considerato domotico, deve gestire almeno, a esempio, quattro delle seguenti funzioni: anti-intrusione, controllo carichi, gestione comando luci, gestione temperatura, gestione scenari, controllo remoto, sistema diffusione sonora, rilevazione incendio, sistema antiallagamento e/o rilevazione gas.

L’introduzione di questa classificazione è il frutto di una crescente sensibilità nei confronti di una cultura della sicurezza delle persone che deve contribuire a contrastare e ridurre il numero di incidenti  domestici (sono oltre 45.000 all’anno), anche mortali, dovuti a problemi all’impianto elettrico, con danni sociali quantificati in milioni di euro.
Sono infatti 12 milioni (2/3 del totale di quelle costruite prima del 1990) le abitazioni con impianti elettrici non a norma che, oltre a essere pericolosi per le persone, lo sono anche per i vari dispositivi collegati all’impianto elettrico che potrebbero mal funzionare o essere danneggiati da un impianto non a norma.

L’allegato normativo rappresenta un’evoluzione culturale che modifica il concetto d’impianto elettrico, ampliando la portata degli obiettivi classici della protezione e dell’affidabilità.

<<L’introduzione di questa classificazione nasce dalla consapevolezza che un numero rilevante di cittadini potrebbe essere a rischio nella propria casa – ha spiegato Paolo Perino, Presidente PROSIEL – Non era più possibile continuare a pensare che la sicurezza elettrica non fosse una priorità per tutti noi operatori, per questo motivo i nostri soci si sono impegnati per raggiungere un risultato così importante i cui effetti si tradurranno in benefici tangibili per tutti>>. 

PROSIEL è un’Associazione senza scopo di lucro, nata nel 2000, che ha come obiettivo la promozione della sicurezza e della qualità dell’impianto elettrico.
Si propone quale punto di riferimento della filiera per il dialogo con le istituzioni pubbliche sulle tematiche di sicurezza relative all’impiantistica elettrica.
È costituita dai seguenti Soci: ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche); ARAME (Associazione Nazionale Rappresentanti Agenti Materiale Elettrico); ASSISTAL (Associazione Nazionale Costruttori Impianti); CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano); CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa); CNI (Consiglio Nazionale Ingegneri); CNPI (Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati); CONFARTIGIANATO Elettricisti; ENEL DISTRIBUZIONE; FEDERCASALINGHE; FEDERUTILITY (Federazione delle Imprese Energetiche e Idriche);  FME (Federazione Nazionale Grossisti e Distributori di Materiale Elettrico); IMQ (Istituto Italiano del Marchio di Qualità); RASSEGNE (Ente fieristico); UNAE (Istituto Nazionale di Qualificazione delle Imprese d’Installazione di Impianti); UNC (Unione Nazionale Consumatori).

Fonte: Ufficio stampa Federazione ANIE – Servizio Comunicazione
Tel.023264211-202-310

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Comments
Fabrizio Gungui 8 marzo 2011

Come istallatore e professionista sono contento dell esito sulla classificazione.
Mi aspetto qualche incentivo per poter distribuire meglio il prodotto come succede per tutte le formule che integrano risparmio e sicurezza.
Comunque bisogna dare piu’ informazione e prevenzione sui rischi inoltre indurre la popolazione alla messa a norma dei locali.
Saluti
FABRIZIO
FABER ELECTRIC

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