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	<title>sistemi bus &#187; admin</title>
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	<description>Domotica per professionisti</description>
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		<title>APPLICAZIONI  In “classe A” completamente integrato</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 17:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli da "Sistemi Bus"]]></category>

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		<description><![CDATA[Illuminazione, climatizzazione, fotovoltaico, geotermia, sorveglianza, antifurto&#8230; tutto integrato e sotto controllo tramite pannelli touch screen e da remoto
Il sistema di automazione presentato in questo articolo è stato realizzato in una struttura adibita ad uffici disposta su tre piani. Nelle illustrazioni sono riportate le immagini del pannello “touch screen”, dal quale è possibile controllare e comandare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sistemibus.com/portal/wp-content/uploads/2010/11/04-pag19-titolo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-837" style="margin-right: 10px;" title="04-pag19-titolo" src="http://www.sistemibus.com/portal/wp-content/uploads/2010/11/04-pag19-titolo.png" alt="" width="400" height="310" /></a>Illuminazione, climatizzazione, fotovol</em><em>tai</em><em>co, geotermia, sorveglianza, </em><em>antifurto&#8230; tutto integrato e sotto controllo tramite pannelli touch screen e da remoto</em></p>
<p>Il sistema di automazione presentato in questo articolo è stato realizzato in una struttura adibita ad uffici disposta su tre piani. Nelle illustrazioni sono riportate le immagini del pannello “touch screen”, dal quale è possibile controllare e comandare tutto il sistema.</p>
<p>La struttura occupa solo una parte dell’edificio, in classe energetica A, che è circondato da un ampio giardino. Il pian terreno è costituito dalla reception, da un ufficio e dai servizi.<br />
Il primo piano è un “open space”, mentre la mansarda al secondo piano, verrà utilizzata come sala riunioni. Un’ampia scala a chiocciola collega i tre piani.</p>
<p>La caratteristica fondamentale del sistema di automazione è l’integrazione tra tutti gli impianti installati, la possibilità di controllarli da “touch panel”, Iphone e ADSL, mantenendo una forte indipendenza tra gli impianti stessi (in caso di avaria di uno, tutti gli altri continuano a funzionare).<br />
Molta cura è stata posta nell’ottenimento del risparmio energetico, sfruttando dapprima i contributi gratuiti e, solo ad integrazione, le sorgenti più costose (in termini economici e ambientali).</p>
<p>Il sistema di supervisione utilizza due pannelli “touch screen” da 15”, uno al pian terreno, uno al primo piano e un server di memorizzazione dei file “log” e di backup di alcune funzioni.<br />
Il controllo remoto può essere effettuato tramite ADSL e tramite IPhone e IPad, con software VNC (Virtual Network Computing), ed anche tramite un PC Windows, connesso in rete con Applicativo Client &#8230;</p>
<p>Continua su Sistemi Bus n. 4</p>
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		<title>Introduzione ai sistemi BUS (2)</title>
		<link>http://www.sistemibus.com/portal/articoli/introduzione-ai-sistemi-bus-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 10:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli da "Sistemi Bus"]]></category>
		<category><![CDATA[bus dati]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione tra dispositivi]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi hbes]]></category>

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		<description><![CDATA[﻿Livelli dipendenti dal mezzo
La norma EN 50090-5-2 si occupa di reti HBES di Classe 1 che utilizzano come mezzo di comunicazione una coppia ritorta (doppino telefonico). Essa stabilisce i requisiti dei livelli &#8220;fisico&#8221; e &#8220;collegamento dati&#8221; per i sistemi di Classe 1, che utilizzano i due tipi di mezzi attualmente più diffusi per l&#8217;automazione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>﻿Livelli dipendenti dal mezzo</h5>
<p>La norma EN 50090-5-2 si occupa di reti HBES di Classe 1 che utilizzano come mezzo di comunicazione una coppia ritorta (doppino telefonico). Essa stabilisce i requisiti dei livelli &#8220;fisico&#8221; e &#8220;collegamento dati&#8221; per i sistemi di Classe 1, che utilizzano i due tipi di mezzi attualmente più diffusi per l&#8217;automazione della casa e degli edifici:<em><br />
TP0 (Twisted Pair Type 0) &#8211; coppia ritorta tipo 0;<br />
TP1 (Twisted Pair Type 1) &#8211; coppia ritorta tipo 1.</em></p>
<p>Sulla coppia di cavi viene trasmesso un segnale analogico in banda base (sbilanciato/asimmetrico nel TP0, bilanciato/simmetrico nel TP1) con una componente continua. La modulazione avviene aprendo e chiudendo il circuito.<br />
Il TP0 usa una &#8220;logica negativa&#8221;, ossia lo stato (a riposo) di circuito aperto indica un valore logico &#8220;0&#8243;, il circuito chiuso indica &#8220;1&#8243;, con velocità di trasferimento del segnale di 4,8 kbit/s. In un secondo si può chiudere/aprire il circuito 4800 volte.<br />
L&#8217;ampiezza del segnale è di 12 &#8211; 15 V.<br />
Nel TP1 la logica è positiva, lo stato &#8220;a riposo&#8221; del circuito, quindi &#8220;il non trasmettere&#8221;, corrisponde a un &#8220;1&#8243;. La velocità di trasferimento è di 9,6 kbit/s.<br />
L&#8217;ampiezza del segnale è di 24 &#8211; 30 V.<br />
Il livello fisico TP1 è costituito da una &#8220;MAU (Medium Attachment Unit) &#8211; Unità di collegamento al mezzo&#8221; e da una &#8220;Unità logica&#8221; (figura 6). La MAU riceve dal mezzo, attraverso il connettore, il segnale analogico (figura 7a) e lo converte in una componente continua (che può essere utilizzata per alimentare il dispositivo) e in un segnale digitale (figura 7b), che viene decodificato in una serie di bit (figura 7c). La serie di bit viene interpretata dalla unità logica come una serie di caratteri (figura 7d), che vengono inviati al livello collegamento dati.</p>
<p>Analogamente, la serie di caratteri ricevuti dal livello collegamento dati vengono trasformati dal livello fisico, con un procedimento inverso, in un segnale analogico da trasmettere al mezzo.<br />
Il livello collegamento dati riguarda la struttura del messaggio, che è suddiviso in campi.</p>
<div id="attachment_145" class="wp-caption alignnone" style="width: 650px"><a href="http://www.sistemibus.com/portal/wp-content/uploads/2010/01/struttura-messaggio-hbes.jpg"><img class="size-full wp-image-145" title="struttura-messaggio-hbes" src="http://www.sistemibus.com/portal/wp-content/uploads/2010/01/struttura-messaggio-hbes.jpg" alt="struttura messaggio hbes" width="640" height="157" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 1 - Struttura di un messaggio HBES classe 1 TP1</p></div>
<p>In figura riportiamo schematicamente la struttura di un messaggio HBES di Classe 1 su coppia ritorta tipo 1 (TP1).</p>
<h5>Rete Hbes: Scambio di informazioni</h5>
<p>Come abbiamo visto, i dispositivi HBES si scambiano messaggi strutturati  tramite il mezzo di comunicazione. Le informazioni più importanti, dal punto di vista applicativo, sono contenute in tre campi:</p>
<p>- informazioni operative;<br />
- indirizzo sorgente;<br />
- indirizzo destinazione.</p>
<p>I dati scambiati tra i dispositivi nel campo &#8220;informazioni operative&#8221; possono essere suddivisi in due classi:</p>
<p>Comandi, che richiedono l&#8217;esecuzione di una funzione (accendere o spegnere una lampada);</p>
<p>Stati, che danno un&#8217;informazione sullo stato del dispositivo (lampada accesa o spenta) o di una grandezza fisica misurata (livello di temperatura).</p>
<p>I campi indirizzo sorgente e indirizzo destinazione hanno una funzione essenziale. Poichè i dispositivi sono sempre collegati al mezzo di comunicazione e i messaggi trasmessi vengono ricevuti da tutti, per stabilire il destinatario o i destinatari di un messaggio è necessario il collegamento &#8220;logico&#8221; fornito dal livello applicazione. E&#8217; appunto attraverso questo collegamento, non &#8220;fisico&#8221;, che ogni dispositivo, quando riceve un messaggio, capisce se è indirizzato a lui leggendo il campo &#8220;indirizzo destinazione&#8221;; mentre quando lo trasmette, lo &#8220;firma&#8221; scrivendo il suo indirizzo nel campo &#8220;indirizzo sorgente&#8221;.</p>
<p>L&#8217;indirizzo può essere di due tipi:</p>
<p>indirizzo di un singolo dispositivo;<br />
indirizzo di un gruppo di dispositivi.</p>
<p>Nel campo &#8220;indirizzo sorgente&#8221; ci sarà sempre l&#8217;indirizzo di un singolo dispositivo, nel campo &#8220;indirizzo destinatario&#8221; ci può essere un indirizzo di gruppo.<br />
L&#8217;indirizzo di gruppo può essere assegnato a due o più dispositivi intercorrelati da una stessa logica funzionale; in questo modo si realizza un collegamento &#8220;logico&#8221; tra diversi dispositivi: per esempio, con un pulsante e un unico messaggio si possono spegnere tutte le luci di un piano o di tutto l&#8217;edificio.</p>
<p>Ecco come è organizzata la trasmissione dei messaggi in una rete HBES. Quando si verifica un evento previsto dal programma di gestione del sistema, per esempio viene premuto un pulsante o cambia la temperatura in un ambiente controllato, se la linea risulta libera da altri messaggi per un tempo t1, viene trasmesso un messaggio. Se il dispositivo destinatario non è in grado di ricevere il messaggio, invia un messaggio di &#8220;occupato&#8221;. Il dispositivo mittente si pone in attesa e ritrasmetterà in seguito il messaggio.<br />
Una volta ricevuto il messaggio, il dispositivo destinatario deve, dopo un tempo t2 confermare con un altro messaggio l&#8217;avvenuta ricezione. Se rileva un errore, deve segnalarlo con un messaggio di non corretta ricezione. Il dispositivo mittente ripeterà la trasmissione del messaggio fino ad un massimo di tre volte.<br />
I valori di t1 e t2 sono stabiliti dalle norme EN 50090.<br />
Sono previsti i seguenti livelli di priorità di trasmissione messaggi:</p>
<p>- normali;<br />
- normali ritrasmessi in caso di rilevazione di errori;<br />
- urgenti;<br />
- allarmi;<br />
- gestione della rete.</p>
<p>Maggiori approfondimenti sulla rivista</p>
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		<title>CTI: Un esempio di certificazione energetica</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 16:51:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie e commenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il CTI &#8211; Comitato Termotecnico Italiano ha messo a disposizione nella Sezione Shop del proprio sito, il primo esempio applicativo delle Norme UNI 11300 Parti 1 e 2, per la certificazione energetica degli edifici.
Il modello preso in esame, una palazzina di 6 appartamenti,  consente agli utenti di verificare la conformità alle norme UNI 11300 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il CTI &#8211; Comitato Termotecnico Italiano ha messo a disposizione nella Sezione Shop del proprio sito, il primo esempio applicativo delle Norme UNI 11300 Parti 1 e 2, per la certificazione energetica degli edifici.</p>
<p>Il modello preso in esame, una palazzina di 6 appartamenti,  consente agli utenti di verificare la conformità alle norme UNI 11300 dei software esistenti o dei propri metodi di calcolo, limitatamente ai fabbisogni invernali; il calcolo dei fabbisogni estivi, secondo il Dpr 59/2009, e le Linee Guida Nazionali per la certificazione energetica (DM 26 giugno 2009), sarà considerato in un successivo documento.</p>
<p>Il documento, ceduto in licenza d’uso, è suddiviso in cinque sezioni: nella prima vengono forniti i dati generali dell’edificio e i parametri gestionali richiesti dalla UNI TS 11300:2008. Nella seconda sezione sono descritti tutti gli elementi strutturali che poi saranno utilizzati nel progetto, ovvero componenti trasparenti, componenti opachi verticali e orizzontali e ponti termici. Nella terza sono presentate le zone termiche, climatizzate e non climatizzate, nelle quali è stato suddiviso l’edificio. Terminata la descrizione dell’edificio, nella quarta sezione sono fornite le informazioni relative agli impianti di riscaldamento e di generazione dell’acqua calda sanitaria. Nella quinta e ultima sezione vengono quindi presentati i risultati di calcolo conformi alla UNI TS 11300:2008 Parti 1 e 2 relativi all’edificio campione.</p>
<p>Il documento è accompagnato da un archivio di file in formato ZIP, disponibile gratuitamente, contenente i disegni DWG (piante, prospetti e sezioni), dai quali è possibile ottenere tutte le informazioni di carattere geometrico eventualmente necessarie per l’imputazione dei dati. Nel tempo seguiranno ulteriori esempi applicativi e dei fogli di calcolo.</p>
<p>Ricordiamo che il 2 novembre 2009 è stata pubblicata sul <a href="http://www.docet.itc.cnr.it">sito ufficiale</a> la nuova versione del software DOCET per la certificazione energetica degli edifici messo a punto da CNR ed ENEA, aggiornato secondo la metodologia di calcolo semplificata, di cui alle norme UNI TS 11300 e alle Linee Guida Nazionali, e secondo il Dpr 59/2009.</p>
<p>Tuttavia, per la certificazione energetica è possibile utilizzare i software commerciali, a condizione che siano muniti del certificato di conformità alle norme UNI TS 11300:2800 parte 1 e 2, ai sensi del Dlgs 115/2008 e Dpr 59/2009, rilasciato dal CTI.</p>
<p>per maggiori informazioni:  <a href="http://www.cti2000.it/">CTI </a></p>
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		<title>Automazione e gestione del fotovoltaico</title>
		<link>http://www.sistemibus.com/portal/articoli/automazione-e-gestione-del-fotovoltaico-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 10:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli da "Sistemi Bus"]]></category>
		<category><![CDATA[automazione fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>

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		<description><![CDATA[La relazione dell&#8217;Europarlamento dal titolo &#8220;Piano d&#8217;azione per l&#8217;efficienza energetica realizzando il potenziale&#8221;, presentata il 30 gennaio 2008 dall&#8217;eurodeputata Hall in apertura di plenaria, con il sostegno della Commissione parlamentare industria, ricerca ed energia, propone diverse misure per raggiungere gli obiettivi indicati dal piano Barroso 20&#215;3: -20% di gas a effetto serra, +20% di efficienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La relazione dell&#8217;Europarlamento dal titolo &#8220;Piano d&#8217;azione per l&#8217;efficienza energetica realizzando il potenziale&#8221;, presentata il 30 gennaio 2008 dall&#8217;eurodeputata Hall in apertura di plenaria, con il sostegno della Commissione parlamentare industria, ricerca ed energia, propone diverse misure per raggiungere gli obiettivi indicati dal piano Barroso 20&#215;3: -20% di gas a effetto serra, +20% di efficienza energetica e +20% di fonti energetiche rinnovabili entro il 2020.<br />
Esistono diverse misure per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei consumi, che vanno da un incremento dell&#8217;efficienza energetica di tutto ciò che consuma energia (edifici, apparati elettrici, sorgenti luminose, elettrodomestici), al controllo degli impianti attraverso tecnologie domotiche per un corretto funzionamento e un efficiente utilizzo da parte dell&#8217;utente al fine di evitare sprechi o usi smodati dell&#8217;energia.<br />
L&#8217;impiego di sistemi di automazione per la riduzione e il controllo dei consumi è già una consuetudine. Tutti i sistemi di automazione offrono dispositivi in grado di controllare e gestire sistemi di illuminazione, sistemi di climatizzazione, controllo dei canchi elettrici.<br />
L&#8217;automazione sui sistemi di produzione di energia consente enormi vantaggi sia in termini prestazionali che economici.<br />
Controllare attraverso un sistema di automazione un impianto significa tenerne sotto controllo le sue funzionalità, evitando ad esempio che un impianto smetta di produrre energia, interrompendo la sua capacità di produrre reddito.<br />
Un sistema fotovoltaico, pur nella sua semplicità impiantistica, rappresenta quindi al tempo stesso un impianto elettrico un sistema di produzione, uno strumento finanziario, uno strumento di educazione sociale e come tale ha proprie.</p>
<h5>Esigenze di gestione</h5>
<p>Un impianto fotovoltaico viene installato all&#8217;esterno dell&#8217;edifico, spesso sul tetto in zone pertanto non facilmente raggiungibili e sicuramente non in vista.<br />
Se l&#8217;impianto è di proprietà di un ente pubblico è spesso frequente la situazione che vede addirittura l&#8217;ubicazione dell&#8217;Impianto In una diversa località rispetto all&#8217;ubicazione del personale preposto al suo controllo.<br />
È pertanto necessario che tutte quelle informazioni che ne mostrano il suo funzionamento vengano rilevate e trasmesse a chi è preposto alla loro valutazione.<br />
È vitale avere: la segnalazione di tutte le anomalie; un controllo dell&#8217;efficienza di produzione; l&#8217;acquisizione dati ambientali (condizioni atmosferiche, irraggiamento solare); la contabilizzazione dell&#8217;energia prodotta; la possibilità di gestire scenari di automazione; la raccolta e l&#8217;integrazione del dati provenienti da fonti impianti differenti.</p>
<h5>Esigenze di manutenzione</h5>
<p>Un impianto fotovoltaico non necessita di particolari attività di manutenzione, tuttavia alcune di queste potrebbero essere gestite autonomamente da sistemi automatici generando una forte riduzione dei costi di manutenzione. Una per tutte è quella della pulizia dei moduli fotovoltaici; trascurare questa semplice manutenzione comporta una riduzione della produzione di energia dell&#8217;impianto, con conseguente riduzione del vantaggio economico.<br />
Grazie a sistemi di automazione è possibile rilavare la necessità di una pulizia dei moduli, procedere a tale operazione attraverso sistemi di lavaggio automatici e segnalare al personale tecnico semplicemente l&#8217;avvenuta attività.</p>
<h5>Esigenze di sicurezza</h5>
<p>A causa della recente forte crescita del mercato fotovoltaico e visto il rilevante valore economico dei singoli moduli si sta tristemente assistendo alla nascita del fenomeno dei furti di moduli.<br />
Pertanto è importante che un impianto venga dotato di apparati che consentano di proteggerlo da tali rischi per esempio sistemi di video sorveglianza e sistemi antifurto in grado di comunicare, attraverso controlli elettrici, il tentativo di asportazione di un modulo.</p>
<h5>Esigenze statistiche</h5>
<p>Un Impianto fotovoltaico oltre a produrre energia produce un &#8220;profitto&#8221; economico, attraverso il quale spesso si finanzia l&#8217;Investimento sostenuto per la sua realizzazione Poiché il sistema incentivante del Conto energia ha una durata di venti anni e lo stesso impianto ha una vita produttiva che supera i trentacinque anni, è fondamentale creare un archivio storico dei dati di produzione e dei parametri funzionai! dell&#8217;impianto, magari legati alle situazioni ambientali rilevate.<br />
Questi dati, oltre che per fini contabili, possono risultare utili a fini statistici per valutare la &#8220;bontà&#8221; e la &#8220;qualità&#8221; dei materiali e apparati elettrici impiegati, confrontando ad esempio quelli di diversi costruttori. KNX per un sistema fotovoltaico Attraverso l&#8217;utilizzo di un sistema di building automation KNX, grazie all&#8217;offerta dei prodotti sul mercato, è già possibile incontrare e soddisfare le esigenze tecniche di un sistema fotovoltaico.<br />
Mediante dispositivi KNX è possibile acquisire grandezze elettriche quali energia, potenza, correnti e tensioni, sia in corrente continua che alternata, acquisire dati ambientali, attraverso l&#8217;impiego di centrali meteo, avviare scenari di automazione al verificarsi di eventi, inserire o disinserire carichi, nonché inviare tutte queste informazioni su reti dati (LAN o Internet) per essere controllate da remoto.<br />
L&#8217;anello mancante consisteva fino ad oggi nell&#8217;integrazione tra sistema KNX e gli inverter fotovoltaici di differenti costruttori, tutti in grado di comunicare esclusivamente con &#8220;linguaggi&#8221; proprietari. KNX si avvicina alla gestione della produzione di energia.<br />
Oggi sul mercato, grazie alla sempre maggiore attenzione alla tecnologia fotovoltaica, esistono apparati che creano l&#8217;anello mancante permettendo la comunicazione attraverso dei &#8220;gateway&#8221; tra gli inverter fotovoltaici di differenti costruttori e il mondo KNX e mettendo a disposizione di un impianto fotovoltalco tutte le potenzialità di un sistema di bulding automatlon.</p>
<p>tratto da Casa Futura (ed. Maggioli)</p>
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		<title>Introduzione ai sistemi BUS (1)</title>
		<link>http://www.sistemibus.com/portal/articoli/introduzione-ai-sistemi-bus-1/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 10:26:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli da "Sistemi Bus"]]></category>
		<category><![CDATA[hbes]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza distribuita]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi bus]]></category>

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		<description><![CDATA[I sistemi bus sono nati nei primi anni ottanta per il controllo dei processi industriali. Nell&#8217;automazione dell&#8217; edificio, per diverse ragioni, sono stati utilizzati con alcuni anni di ritardo.
Nel 1987 è stato costituito il Comitato Tecnico 205 del CENELEC (1) &#8220;Home and Building Electronic Systems, HBES&#8221; incaricato di preparare le norme europee che regolano la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I sistemi bus sono nati nei primi anni ottanta per il controllo dei processi industriali. Nell&#8217;automazione dell&#8217; edificio, per diverse ragioni, sono stati utilizzati con alcuni anni di ritardo.<br />
Nel 1987 è stato costituito il Comitato Tecnico 205 del CENELEC<em> (1)</em> &#8220;Home and Building Electronic Systems, HBES&#8221; incaricato di preparare le norme europee che regolano la realizzazione dei sistemi bus nella casa e negli edifici.</p>
<p>Il suo corrispondente in Italia è il Comitato Tecnico 205 del ettronici per la casa e l&#8217;edificio, HBES&#8221;,<br />
che partecipa direttamente ai lavori del CENELEC e trasferisce le Norme Europee (EN) in norme nazionali.<br />
Gli scopi del Comitato Tecnico 205 del CENELEC sono:<br />
– <em>preparare delle norme</em> (serie EN 50090) per tutti gli aspetti riguardanti<br />
&#8220;I Sistemi Elettronici per la Casa e l&#8217;Edificio&#8221; (HBES) in relazione alla &#8220;Tecnologia dell&#8217;informazione&#8221;;<br />
– <em>integrare tutte le applicazioni</em> di controllo automatico e gestione delle civili abitazioni e degli edifici, comprese le comunicazioni con differenti mezzi di trasmissione e le interfacce con le reti pubbliche;<br />
– <em>garantire</em> gli aspetti riguardanti <em>la compatibilità elettromagnetica e la sicurezza elettrica e funzionale</em>.<br />
In questa &#8220;Introduzione ai sistemi bus&#8221; faremo sempre riferimento alle norme EN 50090 del Comitato Tecnico 205 del CENELEC.<br />
Come Bibliografia citiamo, oltre alle norme europee EN 50090, la pubblicazione &#8220;I sistemi bus per gli edifici&#8221; dell&#8217;Associazione CSI Anie Gruppo Materiale da Installazione e documentazione tecnica dei principali costruttori di componenti HBES.</p>
<p><em>(1) Nel 1987 è stato costituito il Comitato Tecnico 105 del CENELEC, che è diventato in seguito CT205. In Italia i lavori del </em><em>Comitato Tecnico 105 del CENELEC sono stati inizialmente seguiti dal Sottocomitato SC83A, diventato recentemente CT205. Ricordiamo che il CENELEC è il Comitato Europeo, costituito da venti paesi, che si occupa di normativa elettrotecnica ed elettronica. Il suo corrispondente a livello mondiale è l&#8217;IEC.</em></p>
<h2>Intelligenza distribuita</h2>
<p>Un impianto realizzato con tecnologia bus (che d&#8217;ora in avanti chiameremo semplicemente HBES) è caratterizzato da una linea di potenza, che alimenta gli apparecchi utilizzatori, e da una linea di comando e controllo degli apparecchi stessi: la linea bus (figura 1). Cosa vuol dire &#8220;bus&#8221;?<br />
Esattamente quello che pensate: autobus.<br />
La linea bus non trasporta persone, ma dati, quindi è un mezzo di comunicazione.<br />
La linea di potenza è costituita dai tre cavi della rete elettrica di alimentazione: fase, neutro e terra; la linea bus, invece, può essere:<br />
– un cavo (doppino telefonico, coassiale o fibra ottica);<br />
– la rete elettrica stessa, sulla quale convogliare un&#8217;onda a 110 o a 132 kHz;<br />
– l&#8217;etere, attraverso il quale trasmettere una portante modulata a radio frequenza (868 MHz) o all&#8217;infrarosso.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><img title="sistemi BUS" src="http://www.consted.com/doc/bus-01.gif" alt="intelligenza distribuita" width="400" height="292" /><p class="wp-caption-text">Figura 1 - Separazione tra linea di potenza e linea di comando e controllo</p></div>
<p>Come, con la separazione della linea di potenza da quella di comando, si semplifichi l&#8217;installazione dei conduttori, lo si vede considerando un semplice circuito luce con comandi doppi da tre punti, per due livelli di illuminamento.<br />
La quantità di cavi di un impianto tradizionale (figura 2), può essere drasticamente ridotta con un impianto che utilizza un relé passo-passo (figura 3), dove la linea di comando è quella che collega i pulsanti al relè, la linea di potenza è quella che collega l&#8217;interruttore, comandato dal relè, alla lampada.</p>
<p>Naturalmente un sistema bus può fare molto di più.<br />
E&#8217; importante chiarire subito che la linea bus di un HBES non è una linea di trasmissione dati per telecomunicazione e distribuzione multimediale.<br />
Entrambe &#8211; linea bus e trasmissione dati &#8211; vengono suddivise in classi, ma, sebbene presentino delle analogie, sono molto diverse tra loro.<br />
La &#8220;Classe di applicazione&#8221; di una linea di trasmissione dati è definita in base alla larghezza di banda utilizzata:<br />
Classe A: fino a 100 kHz per bassa velocità dati e possibilità di trasmettere la voce su cavo in rame;<br />
Classe B: fino a 1 MHz per media velocità dati su cavo in rame;<br />
Classe C: fino a 16 MHz per alta velocità dati su cavo in rame;<br />
Classe D: fino a 100 MHz per altissima velocità dati su cavo in rame;<br />
Classe ottica: 10 GHz e oltre su cavo in fibra ottica.</p>
<p>La norma EN 50090-9-1 definisce, invece, tre &#8220;Classi HBES&#8221; secondo il livello di prestazione del mezzo di comunicazione, ossia della linea bus:<br />
Classe 1, che garantisce i requisiti necessari alla trasmissione di comandi e controlli;;<br />
Classe 2, che comprende la Classe 1 e la trasmissione voce e video lento;<br />
Classe 3, che comprende la Classe 2 e la trasmissione di segnali video complessi.</p>
<p>Una linea bus è utilizzata normalmente per la trasmissione di comandi e controlli in bassa velocità (Classe 1), in alcuni casi di un segnale in banda ristretta (Classe 2).<br />
La Classe 3 non è attualmente impiegata. La linea bus, che in un HBES Classe 1 è comunemente costituita da un doppino telefonico, mette in comunicazione tutti i dispositivi del sistema, i quali possono essere &#8220;sensori&#8221; o &#8220;attuatori&#8221;.<br />
I sensori ricevono un segnale dall&#8217;esterno, per esempio un valore di temperatura che è cambiato, lo codificano e trasmettono un messaggio agli attuatori.<br />
Gli attuatori ricevono il messaggio lo decodificano e agiscono secondo quanto previsto dal loro programma, per esempio accendono o spengono la caldaia.<br />
I dati che formano il messaggio sono trasmessi in forma digitale, ossia sono costituiti da una serie di bit (unità minima di informazione). Le informazioni contenute nel messaggio sono interpretabili da parte di ogni dispositivo perchè sono codificate secondo un &#8220;protocollo di comunicazione&#8221;.<br />
I dispositivi possono funzionare sia come trasmettitori, sia come ricevitori.<br />
Tutti i dispositivi collegati al mezzo di comunicazione sono normalmente in stato di ricezione, pronti a decodificare solo i messaggi a loro rivolti; un solo dispositivo per volta può invece risultare in stato di trasmissione, altrimenti si verificherebbero collisioni di messaggi, con conseguente deterioramento degli stessi.<br />
Un HBES è un sistema a &#8220;intelligenza distribuita&#8221;, perchè ogni dispositivo, opportunamente programmato, sa &#8220;come si chiama, cosa deve fare, come e con chi lo deve fare&#8221;.</p>
<p>Questo vuol dire che ogni dispositivo deve avere un &#8220;indirizzo&#8221; unico in tutto il sistema e riconoscersi come destinatario di un messaggio, deve essere programmato per realizzare una precisa &#8220;funzione&#8221;, secondo una determinata &#8220;modalità&#8221;, con un altro componente del sistema, stabilito dal programma stesso.</p>
<h2>Struttura di un dispositivo</h2>
<p>Le norme EN 50090 descrivono un generico dispositivo connesso alla rete HBES secondo un modello concettuale, detto &#8220;Modello di riferimento OSI (Open System Interconnect)&#8221;, che prevede una struttura a livelli, ossia blocchi funzionali indipendenti tra loro.<br />
Questa struttura modulare è utile per lo sviluppo della tecnologia bus, perchè ogni blocco funzionale è sostituibile nel tempo con uno più efficiente, senza apportare variazioni agli altri livelli, ma non è importante dal punto di vista impiantistico. Purtroppo, per capire i contenuti delle norme, dobbiamo sapere di cosa si tratta.</p>
<p>Il modello di riferimento OSI HBES si compone (Norma CEI EN 50090-2-1) di tre sezioni:<br />
– <em>Comunicazione</em>;<br />
– <em>Applicazione</em>;<br />
– <em>Gestione</em>.</p>
<p>La sezione Comunicazione definisce i seguenti sette livelli, che costituiscono la struttura di un dispositivo HBES (vedi figura 4) secondo il modello di riferimento generale OSI:<br />
livello 7 &#8211; applicazione;<br />
livello 6 &#8211; presentazione;<br />
livello 5 &#8211; sessione;<br />
livello 4 &#8211; trasporto;<br />
livello 3 &#8211; rete;<br />
livello 2 &#8211; collegamento dati;<br />
livello 1 &#8211; fisico.</p>
<div id="attachment_90" class="wp-caption alignnone" style="width: 650px"><a href="http://www.sistemibus.com/portal/wp-content/uploads/2010/01/nuovo-2.jpg"><img class="size-full wp-image-90" title="Figura 4 - Struttura di un dispositivo" src="http://www.sistemibus.com/portal/wp-content/uploads/2010/01/nuovo-2.jpg" alt="Figura 4 - Struttura di un dispositivo" width="640" height="412" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 4 - Struttura di un dispositivo</p></div>
<p>Un dispositivo HBES può essere realizzato in un unico apparecchio che contiene tutti i livelli (per ora non ci interessa sapere la funzione di ciascuno), ma può essere anche costituito da due o più apparecchi, nei quali saranno distribuiti i vari livelli. Tra i livelli la norma definisce tre punti di interfaccia:<br />
– interfaccia di processo, tra il livello applicazione e l&#8217;ambiente reale controllato;<br />
– interfaccia universale, tra il livello trasporto e il livello rete;<br />
– interfaccia mezzo, tra il livello fisico e il mezzo.<br />
La comunicazione in un HBES avviene attraverso due canali:<br />
– canale di controllo per la trasmissione dei messaggi HBES;<br />
– canale di informazione per la trasmissione ad esempio di dati audio o video.</p>
<p>Le funzioni riguardanti il canale di informazione sono svolte solo dal livello fisico, quelle riguardanti il canale di controllo possono essere svolte da tutti i sette livelli.<br />
I due canali (informazione e controllo) possono utilizzare lo stesso mezzo di comunicazione o mezzi differenti, che possono essere dello stesso tipo o di tipo diverso. Nel seguito ci occuperemo solo dei canali di controllo.<br />
I mezzi di comunicazione possono essere i seguenti (riportiamo anche la sigla e, tra parentesi, il termine in inglese):<br />
– TP (Twisted Pair) &#8211; coppia ritorta (doppino telefonico);<br />
– PL (Power Line) &#8211; linea elettrica (onde convogliate);<br />
– CX (CoaXial) &#8211; cavo coassiale;<br />
– IR (InfraRed) &#8211; infrarosso;<br />
– RW (Radio Waves) &#8211; onde radio;<br />
– FO (Optical Fibre) &#8211; fibra ottica.</p>
<h5>La comunicazione tra dispositivi</h5>
<p>Prima di descrivere le funzioni dei livelli, vediamo qual è il percorso seguito dalla comunicazione osservando la figura 5, dove sono rappresentati due dispositivi HBES, un sensore ed un attuatore:<br />
Supponiamo che il livello 7 (applicazione) del sensore riceva dall&#8217;ambiente, attraveso l&#8217;interfaccia di processo, una informazione (per esempio un valore di temperatura) e la passi al livello immediatamente inferiore, che fa la stessa cosa, fino ad arrivare al livello 1 (fisico).<br />
Ogni livello tratta i dati ricevuti secondo la funzione che deve svolgere.<br />
Il livello fisico del sensore trasforma l&#8217;informazione in un segnale elettrico e lo invia, tramite l&#8217;interfaccia mezzo, alla linea bus.<br />
Il livello fisico dell&#8217;attuatore riceve il segnale e lo trasforma in modo da essere riconosciuto dal livello immediatamente superiore (collegamento dati).</p>
<p>Con un percorso inverso a quello seguito nel sensore, l&#8217;informazione arriva al livello applicazione dell&#8217;attuatore che, attraverso l&#8217;interfaccia processo, agisce sull&#8217;impianto di condizionamento. All&#8217;interno di ciascun dispositivo ogni livello può comunicare solo con quello adiacente, elabora i dati ricevuti dal livello superiore (se il dispositivo è in trasmissione) o inferiore (se il dispositivo è in ricezione). Tra i dispositivi, invece, la comunicazione può avvenire, attraverso un&#8217;interfaccia, solo tra livelli corrispondenti.</p>
<div id="attachment_93" class="wp-caption alignnone" style="width: 650px"><a href="http://www.sistemibus.com/portal/wp-content/uploads/2010/01/fig5.jpg"><img class="size-full wp-image-93" title="Figura 5 - Comunicazione fra un sensore ed un attuatore" src="http://www.sistemibus.com/portal/wp-content/uploads/2010/01/fig5.jpg" alt="Figura 5 - Comunicazione fra un sensore ed un attuatore" width="640" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 5 - Comunicazione fra un sensore ed un attuatore</p></div>
<h5>Le funzioni dei livelli</h5>
<p><em>Applicazione</em><br />
Il livello applicazione costituisce il collegamento logico tra tutti i dispositivi del sistema. Capiremo in seguito cosa significa &#8220;collegamento logico&#8221;.<br />
In pratica fornisce il protocollo di comunicazione, ossia il linguaggio utilizzato dai dispositivi per comunicare tra loro indipendentemente dal mezzo utilizzato.<br />
<em><br />
Presentazione e sessione</em><br />
I livelli presentazione e sessione nell&#8217;HBES non svolgono alcuna funzione, quindi sono da considerare vuoti.<br />
<em><br />
Trasporto e rete</em><br />
I servizi forniti dai livelli trasporto e rete sono facoltativi.<br />
Il livello trasporto assicura che i dati in arrivo dal mezzo siano privi di errori, posti nella sequenza che ha significato per il livello di applicazione e organizzati in modo indipendente dal percorso seguito sulla linea bus.<br />
Il livello rete ha la funzione di instradare i dati per mezzo di routers (instradatori) che collegano due o più tratti di linea bus.<br />
<em><br />
Collegamento dati</em><br />
Il livello collegamento dati assicura che la comunicazione avvenga senza errori o collisioni causate da una eventuale contemporaneità di trasmissione dei dispositivi.<br />
Deve fornire un servizio di individuazione e correzione degli errori senza connessione al mezzo di comunicazione, utilizzando una o più connessioni fisiche dedicate.</p>
<p><em>Fisico</em><br />
Il livello fisico è connesso alla linea bus e ha due funzioni secondo il verso della comunicazione: dal processo utente al mezzo oppure dal mezzo al processo utente.<br />
Nel primo caso, trasmette al mezzo, sotto forma di segnale elettrico, la sequenza di bit forniti dal livello collegamento dati, nel secondo, riceve dal mezzo la sequenza di bit che costituisce l&#8217;informazione e la passa al livello collegamento dati priva di tutte le influenze dovute al mezzo di comunicazione (rumore, attenuazione, ecc.)</p>
<h2>La serie di norme EN 50090</h2>
<p>Le Norme Europee che si occupano di &#8220;Sistemi elettronici per la casa e l&#8217;edificio&#8221; (EN 50090) sono suddivise in nove parti. Riportiamo i titoli dei documenti che sono già stati pubblicati o sono allo studio.<br />
Ora che conosciamo il significato dei termini più importanti sappiamo di cosa trattano.<br />
I &#8220;livelli dipendenti dal mezzo&#8221; citati nelle norme sono i primi due: fisico e collegamento dati, gli altri sono &#8220;livelli indipendenti dal mezzo&#8221;. Rimandiamo all&#8217;Appendice B &#8220;Panorama Normativo&#8221; per una sintesi dei contenuti.</p>
<p>Parte 1 &#8211; Struttura della Norma<br />
50090-1 Struttura della Norma</p>
<p>Parte 2 &#8211; Panoramica del Sistema<br />
50090-2-1 Architettura del Sistema r&gt; 50090-2-2 Requisiti tecnici generali<br />
50090-2-3 Sicurezza Funzionale dei prodotti incorporati in sistemi HBES</p>
<p>Parte 3 &#8211; Aspetti dell&#8217;Applicazione<br />
50090-3-1 Introduzione alla Struttura dell&#8217;Applicazione<br />
50090-3-2 Processo d&#8217;utente<br />
50090-3-3 Livello Applicazione</p>
<p>Parte 4 Livelli indipendenti dal mezzo<br />
50090-4-1 Livello Applicazione per la Classe 1<br />
50090-4-2 Livello di Trasporto, Livello di Rete e parti generali del Livello Collegamento Dati</p>
<p>Parte 5 Mezzi e Livelli dipendenti dai mezzi<br />
50090-5-1 Reti basate sulla Comunicazione tramite Rete B.T.<br />
50090-5-2 Reti di Classe 1 basate su Doppino Intrecciato<br />
50090-5-3 Reti basate su cavo coassiale<br />
50090-5-4 Reti basate su Connessioni a Raggi Infrarossi<br />
50090-5-5 Reti basate su Connessioni a Onde Radio</p>
<p>Parte 6 &#8211; Interfacce<br />
50090-6-1 Interfaccia Universale<br />
50090-6-2 Interfaccia di Processo PI e Interfaccia Semplice SI<br />
50090-6-3 Interfaccia con il Mezzo MI per cavo Intrecciato Classe 1<br />
50090-6-4 Modello di Residential Gateway per HBES</p>
<p>Parte 7 &#8211; Gestione del Sistema<br />
50090-7-1 Procedure di Gestione</p>
<p>Parte 8 &#8211; Valutazione della Conformità dei prodotti<br />
50090-8-1 Valutazione di conformità dei prodotti</p>
<p>Parte 9 Requisiti dell&#8217;Installazione<br />
50090-9-1 Installazione del &#8220;doppino&#8221; di Classe 1<br />
50090-9-2 Verifica e Collaudo dell&#8217;Installazione di Classe 1</p>
<p>RAPPORTI TECNICI<br />
I Rapporti Tecnici (TR) hanno scopo complementare o di guida alla lettura delle Norme.</p>
<p>R205-001 HBES TR 1 : Applicazioni e requisiti della Classe1<br />
R205-002 HBES TR 2 : Linee guida per l&#8217;installazione professionale del cavo intrecciato di Classe1<br />
R205-004 HBES TR 4 : Applicazioni e requisiti della Classe2 e della Classe3<br />
R205-005 HBES TR 5 : Applicazioni e richieste di mercato di sistemi a infrarossi nel contesto di HBES<br />
R205-006 HBES TR 6 : Sistemi di comunicazione sulla rete in B.T. : Protocollo , Integrità dati, Interfacce<br />
R205-012 HBES TR 12 : Linee guida per i requisiti di sicurezza funzionale di prodotti destinati ad un sistema di controllo della casa</p>
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		<title>Touch Screen a tre moduli di Vimar</title>
		<link>http://www.sistemibus.com/portal/prodotti/touch-screen-monocromatico-a-tre-moduli-di-vimar/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 10:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Touch Screen monocromatico di Vimar è l’alternativa digitale all’interruttore domotico: l’unico modello a 3 moduli presente sul mercato in grado di presidiare fino a 18 diverse funzioni in un singolo ambiente. Da utilizzare con il sistema domotico By-me, può esser installato sia orizzontalmente che verticalmente.
E’ il prodotto ideale da collocare a bordo letto. Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Touch Screen monocromatico di Vimar è l’alternativa digitale all’interruttore domotico: l’unico modello a 3 moduli presente sul mercato in grado di presidiare fino a 18 diverse funzioni in un singolo ambiente. Da utilizzare con il sistema domotico By-me, può esser installato sia orizzontalmente che verticalmente.</p>
<p>E’ il prodotto ideale da collocare a bordo letto. Con un semplice gesto consente sia di comandare singolarmente le varie funzioni &#8211; luci, tapparelle, clima &#8211; che di  accedere in modo immediato ed intuitivo agli scenari precedentemente impostati.</p>
<p>Selezionando ad esempio lo scenario “notte” le luci principali si spengono, si accende una piccola luce di cortesia, le tapparelle si abbassano automaticamente , si inserisce l’impianto antintrusione, la temperatura della camera scende al livello desiderato e si toglie tensione alle prese di tutta la casa, mantenendo attive solo quelle collegate a determinati elettrodomestici.<br />
Al risveglio basta un touch: le tapparelle si alzano, si accende la musica preferita, la temperatura si porta nuovamente a livello e le prese riacquistano immediatamente tensione.</p>
<p>Tutto ciò restando comodamente distesi a letto!</p>
<p>Configurabile con software EasyTool è disponibile nel design Eikon, Idea e Plana &#8211; con oltre 100 varianti di colori e 5 diversi materiali pregiati per inserirsi armoniosamente in qualunque contesto abitativo.</p>
<p>Principali caratteristiche</p>
<ul>
<li> Tensione nominale di alimentazione: BUS 29V</li>
<li>Assorbimento: 42 mA</li>
<li>Morsetti: bus TP</li>
</ul>
<p>per maggiori informazioni: <a href="http://www.vimar.eu" target="_blank">www.vimar.eu</a></p>
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		<title>Conto energia: nuova procedura</title>
		<link>http://www.sistemibus.com/portal/notizie/conto-energia-nuova-procedura/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 09:47:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie e commenti]]></category>
		<category><![CDATA[conto energia]]></category>
		<category><![CDATA[gse]]></category>

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		<description><![CDATA[L’iter burocratico di concessione dell’incentivo previsto ai sensi del D.M. 28 luglio 2005, D.M. 6 febbraio 2006 e D.M. 19 febbraio 2007 prevede le seguenti attività, con le modifiche apportate a partire dal 11 gennaio 2010, che il Soggetto Responsabile (SR) dell’impianto è chiamato a compiere per la stipula della convenzione:
accesso alla sezione “Convenzioni” del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’iter burocratico di concessione dell’incentivo previsto ai sensi del D.M. 28 luglio 2005, D.M. 6 febbraio 2006 e D.M. 19 febbraio 2007 prevede le seguenti attività, con le modifiche apportate a partire dal 11 gennaio 2010, che il Soggetto Responsabile (SR) dell’impianto è chiamato a compiere per la stipula della convenzione:</p>
<p>accesso alla sezione “Convenzioni” del portale dedicato alla richiesta degli incentivi (https://applicazioni.gse.it) utilizzando username e password in proprio possesso;</p>
<p>selezione dell’impianto per cui si sta richiedendo l’attivazione della convenzione, utilizzando l’apposito menù di ricerca (se in fase di richiesta dell’incentivo non fossero stati inseriti i dati del rappresentante legale relativo a tale pratica o i riferimenti bancari del SR, l’applicazione consentirà di farlo);</p>
<p>consultazione del testo della convenzione che regola il rapporto contrattuale per l’erogazione dell’incentivo, relativa all’impianto selezionato (dopo aver cliccato sul tasto “Dettagli”);</p>
<p>accettazione del contenuto della convenzione:<br />
- nel caso in cui non si rilevassero delle anomalie deve selezionare l’opzione “SI” presente a fine schermate e premere il tasto “Conferma”;<br />
- nel caso in cui si rilevassero delle anomalie o si volessero presentare osservazioni ai sensi dell’art. 10 bis della Legge 7 agosto 1990, n.241, il SR deve selezionare l’opzione “NO” presente a fine schermata e premere il tasto “Conferma”. In tale modo si aprirà un’apposita scheda che consentirà al SR di segnalare le difformità o anomalie rilevate; solo dopo la comunicazione da parte del GSE dell’avvenuta risoluzione delle anomalie il SR potrà passare all’attività di cui al punto 4.1;</p>
<p>stampa e sottoscrizione della “Dichiarazione di accettazione” della convenzione (tale dichiarazione sostituisce la precedente procedura che prevedeva la stampa e la sottoscrizione dell’intera convenzione da parte del SR);</p>
<p>invio al GSE della Dichiarazione di accettazione sottoscritta, con allegata la fotocopia del documento d’identità in corso di validità del SR (si ricorda che in assenza della fotocopia del documento del SR la convenzione non verrà attivata) all’ indirizzo: Gestore dei Servizi Energetici &#8211; GSE S.p.A., Viale M. Pilsudski 92 &#8211; 00197 Roma, riportando sulla busta la dicitura: Incentivazione impianti fotovoltaici &#8211; Dichiarazione di accettazione della convenzione – n. pratica/impianto &#8230; (inserire il numero presente sulla Comunicazione della tariffa incentivante per l&#8217;impianto fotovoltaico).</p>
<p>A seguito della ricezione della suddetta documentazione il GSE procederà all’attivazione della convenzione e renderà disponibile al SR, nella sezione &#8220;Convenzioni&#8221; del portale, la copia in formato elettronico con firma digitalizzata del proprio legale rappresentante.</p>
<p>Per richiedere informazioni e/o ulteriori chiarimenti, è possibile contattare il numero verde del GSE 800.89.69.79 o inviare una e-mail all&#8217;indirizzo chiarimenti.fotovoltaico@gse.it</p>
<p><strong>Tariffa omnicomprensiva</strong><br />
Il GSE rende noto agli operatori che, a partire dal prossimo 18 gennaio 2010, attraverso il portale informatico del GSE, potrà essere presentata istanza per il ritiro dell’energia a tariffa onnicomprensiva, con modalità analoghe a quelle già in essere per il ritiro dedicato.</p>
<p>A seguito dell’invio dell’istanza, e della relativa valutazione da parte del GSE, il produttore potrà stampare la copia della convenzione per il riconoscimento della tariffa onnicomprensiva secondo lo schema di convenzione allegato (fac-simile di convenzione).</p>
<p>Tutti i produttori che, nell’attesa del riconoscimento della tariffa onnicomprensiva, hanno già sottoscritto una convenzione di ritiro dedicato riceveranno istruzioni dal GSE per la stipula della nuova convenzione.<br />
Si specifica inoltre che lo schema di convenzione per il riconoscimento della tariffa onnicomprensiva prevede la possibilità di cessione del credito che potrà essere effettuata utilizzando esclusivamente il testo di seguito allegato (atto di cessione del credito). La cessione del credito verrà accettata dal GSE previa verifica dei requisiti previsti all’articolo 11 (cessione dei crediti) presente sulla convenzione per il riconoscimento della tariffa onnicomprensiva.<br />
Anche l’eventuale retrocessione dei crediti dovrà essere richiesta utilizzando esclusivamente il testo allegato (atto di retrocessione dei crediti); a seguito di tale richiesta il GSE provvederà a pagare i crediti residui al titolare originario del credito a decorrere dal secondo mese successivo all’accettazione della retrocessione dei crediti.<br />
Sia la cessione che la retrocessione dei crediti dovranno essere stipulate con scrittura privata, valida agli effetti di legge, da conservarsi agli atti del Notaio che ne autenticherà le sottoscrizioni ai sensi dell’articolo 69 del R.D. 18 novembre 1923, n. 2440.</p>
<p>fonte: <a href="http://www.gse.it" target="_blank">Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A.</a></p>
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		<title>Controllo digitale per il risparmio energetico</title>
		<link>http://www.sistemibus.com/portal/notizie/controllo-digitale-per-il-risparmio-energetico/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 10:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie e commenti]]></category>
		<category><![CDATA[controlli digitali]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi bus]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo un recente studio realizzato dai ricercatori dal Dipartimento per l&#8217;Energia statunitense, gli strumenti digitali per controllare con precisione e adeguare i consumi delle abitazioni non solo ridurrebbero la bolletta delle famiglie, ma consentirebbero in 20 anni di risparmiare 45 miliardi di euro di spesa tra centrali e infrastrutture elettriche.
Il controllo digitale, se applicato nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo un recente studio realizzato dai ricercatori dal Dipartimento per l&#8217;Energia statunitense, gli strumenti digitali per controllare con precisione e adeguare i consumi delle abitazioni non solo ridurrebbero la bolletta delle famiglie, ma consentirebbero in 20 anni di risparmiare 45 miliardi di euro di spesa tra centrali e infrastrutture elettriche.</p>
<p>Il controllo digitale, se applicato nelle case per controllare con precisione e adeguare i consumi, consentirebbe un consistente risparmio di energia e di denaro alle famiglie, ed eviterebbe di costruire nuove centrali elettriche. Questi i risultati di uno studio Usa, riportati in un comunicato dall&#8217;Associazione per il Diritto degli Utenti e dei Consumatori (ADUC).</p>
<p>Nel corso del progetto di ricerca, realizzato dal Dipartimento per l&#8217;Energia, è stato condotto un esperimento: nella penisola Olympic, a ovest di Seattle (Stato di Washington) 112 abitazioni sono state dotate di termostati digitali e contatori automatici per scaldabagno e asciugabiancheria, collegati a Internet. Le famiglie potevano visitare un sito, chiedere consigli e interagire per &#8220;aggiustare&#8221; i loro consumi.</p>
<p>I risultati della ricerca hanno dimostrato che se i privati avessero a disposizione gli strumenti digitali per stabilire le loro preferenze come temperatura e prezzo, il carico massimo sulle reti elettriche potrebbe calare anche del 15% l&#8217;anno. E in 20 anni si potrebbero risparmiare 45 miliardi di euro di spesa tra centrali e infrastrutture elettriche, ed evitare di costruire l&#8217;equivalente di 30 grandi centrali termiche.<br />
I consumatori, ha mostrato la ricerca, tendono ad attivarsi per ridurre i consumi energetici della propria abitazione: è sufficiente fornire loro strumenti facili da usare.  Negli Stati Uniti lo si sta cominciando a fare, l&#8217;ADUC auspica che lo si faccia anche in Italia.</p>
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		<title>18-20/3/2010 &#8211; Elettro Domotica Expo</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 14:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gestione integrata, risparmio energetico e telecontrollo saranno i tre macrotemi sui cui sono chiamati a confrontarsi tutti gli operatori interessati agli sviluppi della domotica. Per facilitare ulteriormente il percorso di visita, e quindi l’eventuale sviluppo di sinergie tra le diverse professionalità che operano nel settore, la manifestazione si avvale di una planimetria organizzata in tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gestione integrata, risparmio energetico e telecontrollo saranno i tre macrotemi sui cui sono chiamati a confrontarsi tutti gli operatori interessati agli sviluppi della domotica. Per facilitare ulteriormente il percorso di visita, e quindi l’eventuale sviluppo di sinergie tra le diverse professionalità che operano nel settore, la manifestazione si avvale di una planimetria organizzata in tre sentieri tematici.<br />
Il primo sarà Elettro (gestione degli impianti), il secondo Tecnologie di Risparmio Energetico, dove saranno presentati tutti i dispositivi di  classe A  e infine Domotica, che ospiterà una rassegna completa delle opportunità di risparmio energetico.</p>
<p>Tra le iniziative di particolare interesse segnaliamo QUI SINERGY, il marchio che gli espositori potranno utilizzare in fiera per contrassegnare i prodotti che si distinguono per sicurezza, comfort, integrazione degli impianti e risparmio energetico.</p>
<p>Mettere in linea gli impianti per una gestione integrata, anche da remoto, della casa e della città: questo il programma di <strong>Elettro Domotica Expo</strong> che richiama operatori e settori diversi:</p>
<p>· telecontrollo spazi esterni e interni della casa<br />
· gestione automatica dell’illuminazione e dell’alimentazione<br />
· gestione automatica dei sistemi di apertura di porte e infissi<br />
· gestione automatica dell’impianto elettrico<br />
· gestione automatica dei sistemi di riscaldamento, condizionamento ed erogazione acqua<br />
· gestione automatica del controllo consumi<br />
· gestione e controllo da remoto tramite cellulare e pc<br />
· telecontrollo degli spazi e degli accessi pubblici e privati</p>
<p>per maggiori informazioni: <a href="http://www.elettrodomoticaexpo.it/Schedacomunicato.asp?Fieraid=106&amp;ComunicatoId=992">SENAF</a></p>
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		<title>18/10/2009 &#8211; Seminario Lonworks</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 14:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il patrocinio di LonMark Italia, Apice e Progea, in collaborazione con l&#8217;Istituto di Scienza e Tecnologia dell&#8217;Informazione &#8220;A. Faedo&#8221;, organizzano un seminario gratuito sulle nuove soluzioni per le tecnologie dedicate alla Building Automation.
Il seminario sui principali temi della Building Automation, quali il risparmio energetico, l&#8217;integrazione, la flessibilità, l&#8217;utilizzo degli SCADA le tecnologie mobili e web per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il patrocinio di LonMark Italia, Apice e Progea, in collaborazione con l&#8217;Istituto di Scienza e Tecnologia dell&#8217;Informazione &#8220;A. Faedo&#8221;, organizzano un seminario gratuito sulle nuove soluzioni per le tecnologie dedicate alla Building Automation.<br />
Il seminario sui principali temi della Building Automation, quali il risparmio energetico, l&#8217;integrazione, la flessibilità, l&#8217;utilizzo degli SCADA le tecnologie mobili e web per la supervisione &#8211; illustra con chiarezza e competenza casi pratici implementati in Italia.<br />
Maggiori dettagli sugli argomenti degli eventi a Verona e  a Pisa sono presenti sul sito di <a href="http://www.lonmark.it/1/upload/invito_evento_apice_progea_p.pdf" target="_blank">lonmark italia</a>.</p>
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