RADIO FREQUENZA
Reti HBES RF – norma EN 50090-5-3

By at 21 giugno, 2011, 8:23 am

Per un sistema “wireless” come l’HBES RF (Radio Frequenza) non ci sono evidentemente problemi di topologia.
I dispositivi, unidirezionali e bidirezionali, possono essere collocati ovunque, tenendo conto solo della portata massima del segnale, che può essere, “in campo libero”, di circa 100 m.
Un dispositivo unidirezionale può solo trasmettere messaggi; non deve essere permanentemente acceso, in quanto invia un messaggio solo quando necessario.
Si tratta di un sensore, generalmente un telecomando, alimentato a batterie, che deve essere realizzato in modo da consumare poca energia.

Un dispositivo bidirezionale può sia ricevere sia trasmettere messaggi. Un attuatore è sempre un dispositivo bidirezionale e deve essere generalmente alimentato dalla rete 230 V. Dispositivi bidirezionali possono essere pannelli di controllo con interfacce verso altri mezzi di trasmissione.
Il ripetitore è un caso particolare di dispositivo bidirezionale, che permette di estendere la portata del segnale.

Livello 1 – Fisico
Le caratteristiche del livello fisico di un sistema HBES RF sono riportate dalla norma CEI EN 50090-5-3 “Mezzi e livelli dipendenti dai mezzi – Radio frequenza” prima edizione, pubblicata in inglese dal CEI nel marzo 2007 con classificazione 205-11 fascicolo 8735 E.
Gli stati logici 0 e 1 sono generati mediante una deviazione di +/- 50 kHz ripetto alla frequenza di trasmissione (868,3 MHz) secondo il metodo FSK (frequency shift keying). La velocità di trasmissione è di 32 768 cps, sufficiente per diverse decine di messaggi al secondo.

Livello 2 – Collegamento dati
La norma 50090-5-3 descrive anche le caratteristice del messaggio (Capitolo 5 – Data Link Layer Type RF).
Il messaggio HBES RF (vedi figura 1) è costituito di un byte “preamble” (livello fisico), un blocco dati 1, contenente il numero di serie del dispositivo, e una serie di blocchi dati, analoghi a quelli di un sistema HBES TP (coppia ritorta – vedi Sistemi  Bus n. 6 / 2011 – pagine 12, 13).

Ogni blocco è seguito da due ottetti CRC (cyclic redundancy check). Chiude il messaggio un byte di “postamble”.
I byte preamble e postamble, posti all’inizio e alla fine, servono per sincronizzare i dispositivi che ricevono il messaggio, con il dispositivo che  lo trasmette.
Il primo blocco dati è costituito da tre campi: controllo; numero di serie del dispositivo; checksum.
Il campo “controllo” (4 ottetti) contiene informazioni sulla lunghezza del messaggio.
Il campo “numero di serie” contiene il codice che identifica in modo univoco l’apparecchio; nei dispositivi unidirezionali è memorizzato in fase di produzione e non può più essere modificato.
Come accennato all’inizio, ciò permettere di escludere ogni possibilità di interferenze tra apparecchi diversi.
Il campo “checksum”, infine, è costituito, nel caso di HBES RF, di due ottetti e ha la tipica funzione di verificare l’integrità del messaggio ricevuto.

continua su Sistemi Bus n. 7 / 2011

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