Introduzione ai sistemi BUS (3)
By redazione at 1 febbraio, 2010, 9:59 am
Descrivere come sono realizzati i componenti di una rete HBES presenti sul mercato, non è certo l’obiettivo di questa “Introduzione ai sistemi bus”, ma vediamo almeno alcuni aspetti costruttivi che caratterizzano i dispositivi e il mezzo di comunicazione.
Il cavo principale è costituito da tre conduttori di sezione 1,5 mm2, quello di derivazione da tre conduttori AWG 22 (vedi figura 1).
Due cavi costituiscono la linea bus, il terzo può essere utilizzato come linea di protezione. Il mezzo di comunicazione TP1 è costituito da quattro conduttori: due coppie ritorte schermate (vedi figura 2).

Figure 1 e 2 - Due esempi di come può essere realizzato un mezzo di comunicazione TP0 (sinistra) e TP1 (destra)
Una coppia è usata come linea bus, l’altra può essere usata per la distribuzione di un’ulteriore alimentazione c.c. o come linea bus di riserva .
Finora abbiamo considerato i dispositivi HBES come “sensori” e “attuatori”, che possiamo definire dispositivi “dedicati all’applicazione”, i quali consento l’effettivo controllo dell’edificio (interruttori, relè, rivelatori di temperatura, segnalatori, ecc.).
In realtà esiste un altro gruppo di dispositivi detti “di sistema” (alimentatori in c.c., accoppiatori di linee, ripetitori di segnale, ecc.) che, pur non entrando nella “logica” del controllo dell’edificio, sono indispensabili per il funzionamento della rete HBES. I dispositivi di sistema sono disponibili per l’installazione ad incasso o a parete e per il montaggio su guida DIN.
Il sistema TP1 prevede dei dispositivi che possono essere installati nei quadri elettrici senza alcun tipo di cablaggio: sul profilato DIN viene aggiunta una striscia adesiva dotata di quattro piste metalliche parallele che svolgono le funzioni del cavo bus all’interno del quadro.
I morsetti dei dispositivi vengono messi a contatto con le piste metalliche al momento dell’aggancio sul profilato stesso.
L’alimentazione viene fornita dalla PSU (Power t), che può anche essere integrata nel dispositivo HBES.
In figura 3 viene mostrato un esempio di una possibile combinazione di dispositivi HBES che prevedono unità di alimentazione differenti.

Figura 3 - Il dispositico A è alimentato via Bus da un' unità di alimentazione (PSU) separata; i dispositivi B e C da una PSU integrata, costituita da accumulatori (B) o alimentata dalla rete (C)
I dispositivi dedicati all’applicazione, dal punto di vista costruttivo, sono strutturati in un “modulo di applicazione” e in un accoppiatore, detto BCU (Bus Coupling Unit) che realizza la connessione alla linea bus.
La BCU traduce il messaggio ricevuto dalla linea bus e comanda di conseguenza il modulo di applicazione, oppure riceve un segnale analogico dal modulo e lo converte in un messaggio da inviare sul bus.
La BCU può far parte del dispositivo HBES o essere un componente a parte che comanda apparecchio tradizionale.
Un qualsiasi apparecchio d’illuminazione può far parte di una rete HBES se viene collegato a un accoppiatore BCU appositamente realizzato. L’intelligenza di un sistema bus sta tutta nella BCU, che è il componente più importante del sistema.
La parte che gestisce la comunicazione in una BCU (vedi figura 4) è costituita da un microprocessore, e da tre tipi di memorie:
– ROM (memoria di sola lettura) che contiene il sistema operativo;
– EEPROM (memoria di sola lettura cancellabili e programmabili) in cui viene mantenuto, anche in assenza di tensione, il programma che il dispositivo deve eseguire;
– RAM (memoria ad accesso casuale) dove vengono caricati di volta in volta i messaggi ricevuti.

Figura 4 - Il dispositico A è alimentato via Bus da un' unità di alimentazione (PSU) separata; i dispositivi B e C da una PSU integrata, costituita da accumulatori (B) o alimentata dalla rete (C)











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